sabato 11 ottobre 2008

Autoritarismo, fascismo e razzismo: le diverse facce del controllo statale

La società civile, le città, i quartieri, le scuole, le fabbriche sono diventati un grande affare securitario. Si va alla caccia di qualcuno da additare a nemico del potere costituito, nemico dell'ordine costituito, nemico del Papa, nemico dello sfruttamento, nemico delle discriminazioni, nemico dell'inquinamento, nemico del militarismo, nemico del neo-fascismo...

La posta in gioco è il controllo del territorio, non solo sul piano poliziesco-repressivo, ma anche sul piano della segregazione etnica, dell'imposizione di ideologie integraliste (neo-fascismo, clericalismo, militarismo), della valorizzazione affaristica e capitalistica di esso (ambiente, corridoi, energia, de-industrializzazione, case) senza avere tra i piedi forme di dissenso.

I lavoratori e le lavoratrici immigrati/e sono i/le primi/e a farne le spese. Ogni ondata securitaria anti-albanese, anti-araba, anti-rumena, anti-rom, non fa che alzare steccati che rinchiudono virtualmente ciascuno nella sua comunità, sotto la minaccia dell'espulsione o dei nuovi e "confortevoli" CPT a gestione consociativa cattolica e Coop, evitando così la contaminazione, l'interculturalità, magari l'unità di interessi.

La politica asservita al potere economico ha bisogno di questo terroristico controllo per tenere sotto scacco la classe lavoratrice mondiale nel tentativo di nascondere che è la globalizzazione dell'economia e la creazione di zone di libero scambio ed il conseguente sviluppo ineguale del capitalismo a spingere i migranti a cercare migliori condizioni di vita.

La globalizzazione economica si fonda su una nuova organizzazione e divisione internazionale del lavoro, sull'innovazione e l'impiego di tecnologie dell'informazione al fine di decentrare, delocalizzare e flessibilizzare la produzione mondiale, intessendo delle reti imprenditoriali interconnesse e interrelate. Il tutto, scomponendo allo stesso tempo la classe lavoratrice in mille gruppi, conduce all'iper-sfruttamento delle nuove generazioni operaie: giovani, donne, immigrati, bambini. Non si tratta d'una visione del passato, ottocentesca, è il più realistico dei presenti, è l'incubo del XXI° secolo.

Il feroce sfruttamento economico del capitale non guarda in faccia a nessuno, non sta a sottilizzare sul colore della pelle né tanto meno sulle credenze religiose; prende di mira soprattutto gli strati più deboli della popolazione, proprio perché più facilmente ricattabili e quindi più facilmente sfruttabili.
Ieri i lavoratori italiani, irlandesi, ispanici negli USA, oggi quelli africani, europei dell'est, mediorientali nella democratica Europa.

Questo è il motivo per cui lo sfruttamento mondializzato mira soprattutto le popolazioni immigrate, perché private dei diritti e sradicate, portate a rinchiudersi nel ghetto delle identità, costituiscono una popolazione facile da sfruttare.

Il padronato ne fa una strumentalizzazione per dividere i lavoratori creando competizioni fittizie che generano e rinsaldano il razzismo. I clandestini sono per il padronato una preziosa manodopera docile e flessibile.
Separare i diritti (politici e sociali) dalla nazionalità, per la libertà di circolazione e di insediamento, è un mezzo per combattere questa tendenza del capitalismo.

Sono proprio questi muri che dobbiamo abbattere o superare con organismi di base cosmopoliti di italiani e nuovi cittadini, per lottare insieme contro le discriminazioni e per la piena cittadinanza, a tutti i livelli, a partire dalla lotta per la sicurezza sociale, per i diritti all'abitare, ad un lavoro dignitoso, per una scuola e una sanità accessibili a tutti.

In questa lotta è bene essere consapevoli che laddove le subdole forme repressive delle istituzioni non bastassero, bisognerà affrontare il razzismo incarnato oggi nelle formazioni neo-fasciste che appestano il territorio con una buona dose di consenso istituzionale.

Occorre, quindi, costituire reti antifasciste e antirazziste di massa che uniscano la battaglia culturale ed il mantenimento della memoria delle lotte della classe lavoratrice a campagne di agibilità piena del territorio.

E unitamente alla lotta per l'acquisizione della piena cittadinanza, occorre coinvolgere i lavoratori migranti alle lotte sindacali, sociali e territoriali.

Contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento da qualunque parte provengano.

Federazione dei Comunisti Anarchici
3 ottobre 2008

lunedì 6 ottobre 2008

da: "autorganizzati roma" del 3 ottobre

Oggi gli studenti e le studentesse di roma si sono mobilitati, in forma coordinata, come deciso nella assemblea autonoma ed autoconvocata del 26 settembre al Liceo Tasso.

La volontà di tutti e tutte era portare nella strade la protesta contro quanto sta portando avanti il neoministro Gelimini e contro l'applicazione di quanto inserito dal pessimo e coerente predecessore Fioroni (dallo status di fondazioni al voto di condotta vincolante passando per gli esami di riparazione) sempre improntati a trasformarele scuole in fabbriche di precari già abituati ad essere ubbidienti.

Alle mobilitazioni, fra gli altri istituti, hanno partecipato studenti e studentesse di
- Newton e Albertelli (san giovanni),
- Ripetta e Virgilio (trastevere)
- Democrito (casalpalocco),
- Pasteur Mamiani Talete Tacito Cartesio Caravillani (prati trionfale roma nord)
- Macchiavelli (san lorenzo)
- Mameli (parioli),
- Plauto (mostacciano)
- Tasso e Righi (salario)
- Benedetto da Norcia (tiburtina)
- Kennedy Manara Morgagni Ferraris (monteverde)
- Anco Marzio (ostia)

Alle 9.00 oltre cinquecento studenti dagli istituti della zona si sono raggruppati di fronte al Liceo Tasso in via Sicilia, e dopo una rapida assemblea hanno deciso di muoversi in corteo spontaneo, bloccando il traffico, fino alla metro Castro Pretorio.
Gli studenti hanno dato vita nella metro ad una azione contro il carovita, che colpisce in modo particolare le fascie giovanili precarizzate, rifiutandosi di pagare il biglietto e occupando i vagoni della metro.

Nel frattempo, di fronte al Liceo Mamiani, rimasto deserto, si muoveva un corteo di oltre quattrocento studenti dagli istituti di zona, che poi procedeva ad occupare una decina di mezzi pubblici (fra i quali il malefico 280 che deve morire, e che è stato giustamente infiammato al termine della giornata) in direzione di Piazza Trilussa.

Anche di fronte al Virgilio si riunivano quasi ottocento studenti da i licei del centro. Anche qui gli studenti dopo una assemblea hanno deciso di muoversi in corteo spontaneo verso Piazza Trilussa comunicando con il territorio , volantinando ed attacchinando lungo i vicoli del centro (e terrorizzando le vecchiette).

Dal Kennedy intanto si muovevano quasi duecento studenti dalle scuole di Monteverde, bloccando il traffico e muovendosi in direzione del Ministero dell'Istruzione.

Un corteo spontaneo si muoveva poi da Piramide, dove si erano incontrati gli studenti provenienti dal Tasso e quelli provenienti da Ostia e CasalPalocco, lungo via marmorata - bloccando il traffico di una corsia di circolazione - anch'essi in direzione del Ministerodell'Istruzione.

Al Ministero giungeva anche il gruppo, ormai di oltre mille studenti partiti da Virgilio e Mamiani ed incontratesi in Piazza Trilussa, dopo aver attraversato in corteo il territorio di Trastevere, ribadendo che quel quartiere ha rifiutato e continuerà a rifiutare ogni tentativo di militarizzazione.

Al Ministero, dove confluivano anche numerosi gruppi sciolti da altri istituti, si sono quindi radunati almeno cinquemila studenti, con il blocco di viale trastevere e della linea tranviaria.
Gli studenti esprimevano la solidarietà ai professori in mobilitazione incontrati casualmente al Ministero.
Gli studenti e le studentesse, inoltre, assieme anche a buona parte dei docenti presenti, allontanavano spontaneamente e collettivamente l'on. Di Pietro ed i sette militanti del suo partito, espressione razzista e forcaiola di quella ex-maggioranza che con il Ministro Fioroni ha devastato l'istruzione in Italia.

Gli studenti e le studentesse quindi decidevano di proseguire la mobilitazione con un corteo spontaneo che si è diretto verso il mercato di Piazza San Cosimato per interloquire con la città ed il quartiere, dove si sono riuniti in assemblea per confrontarsi sulla giornata di mobilitazione e su come proseguire la lotta.

Nel corso dell'assemblea, numerosi interventi in particolare ribadivano:
- gli studenti e le studentesse determinano da soli, in modo autonomo e assembleare, le loro mobilitazioni, come dimostrato dalla giornatadi oggi e rifiutano ogni tentativo di strumentalizzazione da parte di partitini e sindacatini, studenteschi e non studenteschi
- la giornata di oggi, nella radicalità e nella partecipazione amplissima, dimostra che gli studenti si sono stancati e che intendono riprendere le loro scuole, la loro città, le loro vite
- quanto fatto dalla Gelimini, identico a quello iniziato da Fioroni, è inaccettabile in tutti suoi aspetti ed incontrerà una opposizione radicale giorno per giorno, scuola per scuola, via per via
- le numerose intidimidazioni attuate dalle forze dell'ordine, sia in modo evidente che piu' o meno velato, in queste settimane non hanno minimamente intaccato la nostra voglia di lottare
- chi parlavava di "vento nero" nelle scuole di roma confondeva forse migliaia di studenti disposti a mobilitarsi e lottare con qualche gruppuscolo di picchiatori (piu' o meno riusciti) che si aggira ogni tanto nei dintorni degli istituti.

La assemblea ha ribadito l'importanza del percorso di sviluppo assembleare delle mobilitazioni, ed ha quindi rinnovato l'appello già reso pubblico all'Unione degli Studenti per non tenere la manifestazione del 10 Ottobre a Roma (totalmente calata dall'alto e scollegata alle lotte reali, come quella di oggi, degli studenti) e sviluppare invece, tutti assieme (collettivi, associazioni, singoli) un corteo unitario di tutti gli studenti e le studentesse per Sabato11 Ottobre.

Gli studenti e le studentesse si sono infine dati appuntamento al Liceo Virgilio, Martedì 7 Ottobre, per una assemblea cittadina nella quale decidere come proseguire e coordinare le lotte.

studenti e studentesse in mobilitazione di roma - 3 ottobre 2008

martedì 30 settembre 2008

MANIFESTAZIONE STOP RAZZISMO



Manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 4 ottobre ore 14,00


Il Corteo parte da Piazza della Repubblica e
termina con un concerto di musica dal vivo a Piazza Venezia

È il momento di reagire alle logiche e ai molteplici atti di razzismo istituzionale e diffuso – che arrivano ad attaccare e mettere in discussione la vita stessa – per vivere meglio ed essere tutti più liberi. Le misure proposte dal governo Berlusconi, che ipotizzano il reato di “clandestinità aggravano e alimentano il razzismo. Il riconoscimento della nostra comune umanità motiva una forte mobilitazione diretta e unitaria per affermare solidarietà e accoglienza per tutti.

  • Contro tutti i razzismi
  • Basta stragi nei mari ! Libera circolazione per tutti !
  • Per la libertà e la sicurezza di tutti: solidarietà e accoglienza
  • Ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” del governo e chiusura dei C.P.T.
  • Contro la direttiva della UE sul rimpatrio
  • Contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento da qualunque parte provengano.