lunedì 8 dicembre 2008

Comunicato sullo sciopero del 12 Dicembre dei compagni di Palermo

Federazione dei Comunisti Anarchici
Sezione “ Delo Truda “ Palermo

I LAVORATORI LA CRISI LA PAGANO DA SEMPRE

Il 12 dicembre siamo in piazza come Comunisti come Anarchici insieme a tutti i lavoratori al di fuori ma insieme alle loro sigle sindacali, per lottare uniti per allargare il conflitto per il riscatto del lavoro , contro lo sfruttamento ; per ricordare il “12 dicembre 1969” la strage “ per mano dei fascisti” di piazza Fontana a Milano; per ricordare un ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli (defenestrato il 15 dic. nella questura di Milano ) vittima della strategia della tensione, che questo stato borghese servo dei padroni, ha ordito per dividere i lavoratori , gli studenti, per fermare un momento di crescita del protagonismo diretto e dal basso delle masse oppresse contro il capitalismo italiano.

Siamo in piazza per fermare la strage dei morti sul lavoro, vittime del ricatto quotidiano e degli interessi dei padroni.

Siamo in piazza per sostenere i lavoratori impegnati all’interno delle loro sigle sindacali , per la nascita di una strategia conflittuale promotrice dell’unità di tutti i lavoratori, libera dall’influenza dei partiti, e dall’egoismo di appartenenza.

“ La classe lavoratrice e quella capitalista non hanno nulla in comune. Non vi può essere pace mentre la fame e la povertà regnano fra i milioni di lavoratori ed i pochi, che compongono la classe padronale, hanno tutte le ricchezze della vita…….” ( Industrial Workers of the World )

Siamo in piazza “Per il protagonismo degli sfruttati e degli oppressi, per l'autonomia degli interessi immediati delle classi lavoratrici; per ricostruire e radicare nel tessuto sociale e territoriale idee e percorsi di critica e lotta anticapitalista ”

Per continuare la lotta per un progetto di società solidale Comunista e Anarchica.

martedì 2 dicembre 2008

comunicato USI su manifestazione 27 novembre‏

COMUNICATO
SINDACALE RADIO STAMPA SU INIZIATIVA
PUBBLICA DEL 27 NOVEMBRE 2008 A
ROMA – MANIFESTAZIONE E PRESIDIO A PIAZZA SAN MARCO
– PIAZZA VENEZIA E
INCONTRI AL CAMPIDOGLIO.

Si è svolto il 27 novembre il presidio con
manifestazione a Roma, promosso dai coordinamenti
e dalle
rappresentanze sindacali della Unione Sindacale
Italiana, a partire
dalle ore 15 ai giardini di Piazza San Marco angolo
Piazza Venezia.

Il
presidio ha coinvolto settori di lavoratrici e
lavoratori del Comune di
Roma (biblioteche, educatrici e insegnanti), della
Zètema che gestisce
molti servizi culturali per conto del Comune di Roma
tra i quali quello
di Informagiovani a rischio di licenziamento del
personale impiegato,
oltre a custodi dei musei, bibliotecari, servizi
didattici e
conservazione de beni culturali, della manutenzione,
di diverse
cooperative sociali che hanno appalti e affidamenti
per conto del
Comune sui servizi socio assistenziali educativi,
del settore sociale
di Farmacap, ai canili comunali affidati ad
associazione di
volontariato.

Sugli striscioni appesi al presidio, chiare le
parole d’
ordine “PER L’AUTORGANIZZAZIONE DELLE LOTTE” e
“PRIMA I SOLDI…E POI NE
RIPARLIAMO”, alludendo ai mancati e ritardati
pagamenti di salari e
stipendi in molte cooperative sociali e al canile,
al rischio di
licenziamento per i precari di Informagiovani con
scadenza del
contratto al 31 dicembre e di molti precari e
lavoratori del terzo
settore. I punti di piattaforma unificante tra le
varie situazioni
comunali e di aziende della Holding e di servizi
esternalizzati, la
salvaguardia occupazionale e i salari, le condizioni
di lavoro e il
rispetto delle norme su salute e sicurezza nei luoghi
di lavoro, la
questione della internalizzazione o il ritorno a
gestione pubblica di
servizi appaltati e le coperture economiche e
finanziarie per servizi,
salari e impegni di salvaguardia occupazionale nella
discussione sul
Bilancio del Comune e del DPF capitolino, approvato
dalla Giunta e da
votarsi dal Consiglio .

Distribuiti volantini e fatti alcuni interventi
al megafono, una delegazione è stata ricevuta da uno
dei responsabili
del gabinetto del Sindaco al Campidoglio, al quale
sono stati
illustrati i vari argomenti oggetto della
manifestazione e della
piattaforma comune. Dopo un primo confronto, la
delegazione ha fatto la
proposta di convocazione per temi di incontri con
i responsabili degli
assessorati a partire dal settore cultura e
successivamente per i
servizi scolastici.

Successivamente la delegazione è ritornata al
presidio dove, fatta una relazione del colloquio
e vista la richiesta
fatta di parlare con consiglieri e capigruppo
consiliari, poiché doveva
essere effettuata una seduta pomeridiana del
Consiglio comunale di
Roma, poi saltata per mancanza del numero legale.
Una nutrita
delegazione di lavoratrici e lavoratori è quindi
risalita a piazza del
Campidoglio dove ha provato a interloquire con i
consiglieri comunali,
trovando la disponibilità del consigliere Alzetta,
le delegate
sindacali della USI di Zètema, a nome delle varie
situazioni presenti,
sono quindi salite per costruire un percorso di
incontro per il settore
cultura, (Zètema e Biblioteche) data l’emergenza
dei futuri
licenziamenti, direttamente con l’Assessore Croppi
e la Sovrintendenza,
visto che non si trattava di una situazione da
definire negli incontri
sindacali, ma di questioni che vanno affrontate con
orientamento
politico chiaro del Comune. Percorso che si sta
definendo in questi
giorni, come apripista per gli altri settori come
quello del settore
scolastico educativo del Comune e dei servizi
esternalizzati (Aec, nidi
in convenzione).

Alle 19 il presidio manifestazione si è sciolto,
con l’
impegno di continuare le mobilitazioni e le forme
di pressione, poiché
è chiaro che al di là dei proclami e delle
dichiarazioni da parte dei
delegati del Sindaco Alemanno, sul fatto che
“non vi è nessuna
intenzione di aprire conflitti sociali con decisioni
impopolari” e “che
i posti di lavoro vanno tutelati”, un orientamento
chiaro del Comune di
Roma è che si faranno dei “TAGLI”, che inevitabilmente
colpiranno
lavoratrici e lavoratori in carne ed ossa e le loro
famiglie, servizi
pubblici in via ulteriore “liberalizzazione”,
appalti con condizioni
non sempre favorevoli per il personale che ci lavora
e per gli utenti.

IN PRATICA IL 27 NOVEMBRE SI E’ APERTA UNA
MOBILITAZIONE CONTINUA E DI
LUNGA RESISTENZA A PARTIRE DA OBIETTIVI COMUNI
CHE DOVRANNO COINVOLGERE
SIA I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DEL COMUNE SIA
DI AZIENDE E
COOPERATIVE.

Coordinamenti e Rappresentanze sindacali aziendali
USI AIT
- Comune di Roma e servizi esternalizzati

lunedì 1 dicembre 2008

COMUNICATO STAMPA del Gruppo EveryOne - 1 dicembre 2008

NOMADI E ACCATTONAGGIO/GRUPPO EVERYONE: "MEGLIO I TEMPI DI ERODE CHE
QUELLI DI BERLUSCONI, MARONI E DEI SINDACI SCERIFFI"

REAZIONI DEI POLITICI ITALIANI ALLA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SONO
IPOCRITE E NASCONO DA PREGIUDIZI



"La Corte di Cassazione, con la sentenza di assoluzione di una donna
Rom dal reato di induzione in schiavitù perché aveva effettuato la
questua col suo bambino, non ha fatto altro che cancellare una
sentenza iniqua, simile a centinaia di altre sentenze discriminatorie
a causa delle quali donne e uomini Rom innocenti languiscono in
carcere, mentre i servizi sociali hanno sottratto illegittimamente i
loro bambini". Lo dichiarano i leader del Gruppo EveryOneRoberto
Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, in risposta alle
dichiarazioni del ministro Maroni e dell'on. Gasparri, che invitano i
sindaci a vietare nelle ordinanze comunali l'accattonaggio in attesa
dell'approvazione in Parlamento di una legge che 'tuteli i minori,
sfruttati in modo così indegno'.
"Il 'manghel' o la questua non solo - come sottolinea la Cassazione,
in linea con gli articoli 19 e 20 della Carta di Algeri –, è ormai una
tradizione del popolo Rom che, dopo secoli di segregazione, schiavitù
e persecuzione da parte delle nazioni europee, ha fatto proprio un
valore riconosciuto da tutte le grandi religioni, ma," proseguono i
rappresentanti dell'organizzazione per i diritti umani "nei secoli, ha
consentito a coloro che non posseggono nulla di continuare a vivere,
anche nelle nazioni in cui i governanti non si prendevano a cuore la
piaga della miseria. Gesù Cristo stesso, nel Discorso della Montagna,
afferma la santità di colui che a causa della povertà tende la mano a
chi è più fortunato: 'Beati i mendicanti nello spirito, perché il
Regno dei Cieli appartiene a loro'". Il Gruppo EveryOne, inoltre, fa
notare che i provvedimenti – finora locali – che oggi combattono
l'accattonaggio non trovano riscontro nella Storia: Hitler proibì la
questua solo durante eventi internazionali come le Olimpiadi di
Berlino del 1936, ma non varò mai leggi contro l'elemosina. "L'Italia"
commentano Malini, Pegoraro e Picciau "tocca il fondo della crudeltà
sociale, dell'intolleranza e della repressione delle fasce più
vulnerabili della popolazione, criminalizzando la povertà e rendendo
ancora più rapida ed efferata l'azione di annientamento del popolo
'nomade'. Ricordiamo che," proseguono gli attivisti "in mancanza di
sostegno economico da parte dei servizi sociali o di un'efficace
politica di integrazione professionale, il ricorso alla carità dei
cittadini costituisce l'estrema possibilità di sopravvivenza per
esseri umani in condizioni di povertà gravissime". Secondo EveryOne "i
bimbi Rom sono felici di restare accanto ai loro papà e alle loro
mamme, durante l'attività della questua: per loro è scuola di vita,
perché la società razzista non offrirà loro alternative, salvo
snaturarli ed eradicarli. La gente si scandalizza se un bimbo Rom
chiede l'elemosina, ma non fa nulla per avvicinare i suoi genitori e
tentare di seguirli nella vita, aiutandoli a cercare casa e lavoro. O
pretendere che lo facciano i servizi sociali. E' una posizione
ipocrita ed è moralmente preferibile evitare di scandalizzarsi e
allungare una moneta alle piccole e grandi mani tese che ce la
chiedono".
"Se a Betlemme, nell'anno zero, ci fossero state leggi persecutorie
come quelle italiane, Giuseppe e Maria sarebbero stati denunciati per
'Occupazione abusiva di edificio rurale' (in base all'articolo 633 del
Codice Penale) e sgomberati, messi in mezzo alla strada senza
alternative. Gesù sarebbe stato tolto ai genitori e affidato ai
servizi sociali (secondo l'articolo 403 del Codice Civile). Meglio
vivere ai tempi di Erode" concludono i tre leader del Gruppo "che a
quelli di Berlusconi, Maroni e dei 'sindaci sceriffi'".



Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334 8429527 - (39) 331 3585406
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