venerdì 31 luglio 2009

REGIONE: POLIZIA E CARABINIERI CARICANO I MOVIMENTI DI LOTTA PER LA CASA. FERMI E FERITI, MA STRAPPANO L'INCONTRO CON IL PRESIDENTE MARRAZZO.

Un altra manifestazione di eroico comportamento delle forze dell'ordine di fronte a pericolosi terroristi.

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REGIONE: POLIZIA E CARABINIERI CARICANO I MOVIMENTI DI LOTTA PER LA CASA. FERMI E FERITI, MA STRAPPANO L'INCONTRO CON IL PRESIDENTE MARRAZZO.

I movimenti per il diritto all’abitare hanno subito una durissima carica da parte dei carabinieri davanti la sede della regione Lazio, in via della Pisana. Diversi i fermati e i feriti tra i manifestanti, tra i quali ci sono anche molti bambini. Un gruppo è riuscito a entrare all’interno della sede della regione e si è asserragliato nell'aula della commissione Casa, interrompendone i lavori.

Anche dentro si sono verificate cariche e si registrano diversi feriti tra i manifestanti. La regione Lazio vuole chiudere in fretta e furia la proposta di legge sulla casa approvata dalla Giunta, senza prendere in considerazione le obiezioni sollevate dai movimenti, compresa la possibilità di rinviare il tutto a settembre costruendo un percorso partecipato nell’approvazione della legge.

Questo comportamento ci ricorda le modalità di Veltroni durante l’approvazione del Piano Regolatore Generale. Anche in quell’occasione i movimenti provarono a sollevare l’inadeguatezza e i limiti evidenti sul fronte dell’emergenza abitativa, mentre le necessità dei costruttori venivano ampiamente considerate.

Come allora, le uniche risposte sono le manganellate delle forze dell’ordine. Dopo tre ore di blocco di via della Pisana, blocco del raccordo anulare e una pressione costante sui consiglieri e assessori regionali, i movimenti hanno strappato un incontro con il presidente Marrazzo che avverrà tra pochi minuti. Nel frattempo, centinaia di persone sono rientrate nell'area del parcheggio della Pisana e hanno ripreso il sit-in di massa.

INVITIAMO TUTTI I MOVIMENTI, I CENTRI SOCIALI, LE OCCUPAZIONI, I COMITATI E LE ASSOCIAZIONI A RAGGIUNGERE IL PRESIDIO ALLA PISANA!
CHIEDIAMO IL RILASCIO IMMEDIATO DI TUTTI I FERMATI!

Rete dei movimenti romani per il diritto all’abitare
Roma, 31 luglio 2009

Da Rovereto l'ennesimo esercizio del potere dello Stato assassino

Rovereto - Carabinieri assassini - blocchi

In risposta alla morte in carcere di un uomo di 48 anni (vedi ilvolantino allegato), oggi una trentina di compagni - a cui via via si sono uniti solidali e amici - ha bloccato per due ore diverse vie della città, mentre venivano fatti interventi al megafono, distribuiti volantini e affissi manifesti.

Sullo striscione c'era scritto "Stefano è stato ucciso. Carabinieri e carcere assassini". Dopo le strade, per circa venti minuti sono stati bloccati due treni in stazione e poi di nuovo un corteo spontaneo ha chiuso corso Rosmini (il viale principaledi Rovereto) con materiale vario recuperato nei cantieri a fianco. Nonpoteva mancare un saluto solidale ai detenuti.

I carabinieri non sisono fatti neanche vedere (un'auto dei militi è rimasta bloccata dai manifestanti e se ne è andata in tutta fretta...). La polizia, benché avesse indossato minacciosamente i caschi e impugnato i manganelli, siè tenuta sempre a distanza. Oggi non era aria.
Solidale la reazione dimolti passanti e automobilisti e anche dei passeggeri dei treni.

Questa morte non passerà nel silenzio.
In allegato il volantino distribuito.
anarchiche e anarchici

STEFANO È STATO UCCISO
CARABINIERI ASSASSINI
Martedì scorso, verso sera, Stefano Frapporti, detto “Cabana”, viene fermato a Rovereto da due carabinieri in borghese perché era passato col rosso in bicicletta. I militi cominciano subito a strattonarlo e a picchiano davanti ad amici e conoscenti; lo trascinano in caserma e poi perquisiscono casa sua, dove trovano un po’ di fumo.

Lo arrestano senza permettergli – né in caserma né in carcere – di avvisare l’avvocato oppure qualche parente. La mattina dopo lo trovano impiccato in cella, al collo il cordino della tuta (che perregolamento non potrebbe avere con sé).
Ai famigliari non viene mostrato il corpo, che viene trasportato in fretta, subito dopo il funerale, verso la camera di cremazione (non sappiamo se la salma siagià stata cremata).

Questa storia fa acqua da tutte le parti. Due carabinieri in borghese che aggrediscono qualcuno per un semaforo rosso non rispettato, un arresto non comunicato, un “suicidio” compiuto con parti di vestiti che un detenuto non potrebbe avere quando arriva in cella, una salma che non viene mostrata ai famigliari, una cremazione non decisa dalla famiglia.

A questo aggiungiamo che un’altra persona è stata arrestata subito dopo Stefano, sempre per fumo, e che in carcere aveva sul corpo i segni evidenti di un pestaggio. Da notare infine il silenzio dei giornali, rotto solo quattro giorni dopo il “suicidio” per dire che la “procedura dell’arresto è stata ineccepibile” (mettiamo le mani avanti?), salvo poi rivelare – vedi il“Trentino” di oggi – alcune perplessità (affermando però allo stesso tempo che i risultati dell’autopsia confermeranno “fuori di dubbio” che Stefano si è impiccato).

A noi sembra invece “fuori di dubbio” che se non è stato ucciso incarcere, è stato pestato in caserma (motivo per cui i famigliari non sono stati avvertiti prima ed è stato poi impedito loro di vedere ilcorpo). Di fronte alla denuncia della famiglia, ora corrono ai ripari aprendo un’inchiesta. Una bella inchiesta. Come quelle sulle torture a Genova...

Sappiamo per certo che non è la prima volta che nella caserma dei carabinieri di Rovereto – come nelle caserme e questure di tutto ilmondo – avvengono pestaggi. Per noi le responsabilità della morte di “Cabana” ricadono sui carabinieri che hanno condotto questa “brillante operazione”. Se non hanno stretto il cordino attorno al collo di Stefano, hanno fatto tutto il possibile perché se lo stringesse da sé. È entrato in caserma vivo martedì sera, mercoledì mattina è uscito morto da una cella di via Prati. Punto.

Per questo diciamo che sono degli assassini. Non possiamo accettare tutto questo. Accettarlo vorrebbe dire rinunciare ad ogni slancio del cuore, ad ogni sussulto di dignità, ad ogni sentimento di solidarietà.
Non possiamo permettere che la normalità cittadina proceda come se niente fosse.

Rovereto, 28 luglio 2009
anarchiche e anarchici

martedì 21 luglio 2009

Alternativa libertaria Sicilia




E' uscito Alternativa Libertaria Sicilia.

Mensile della Federazione dei Comunisti Anarchici siciliani, scaricabile o stampabile dal blog:


Articoli contenuti:

- NESSUNA PASSEGGIATA NEL GRAN PARCO DELLA MEDIAZIONE SOCIALE MA CONFLITTO DI CLASSE CONTRO IL SISTEMA, IL CAPITALE, IL FASCISMO.

- LA LOTTA AL RAZZISMO COME STRUMENTO DI COSTRUZIONE DI UNA SOCIETÀ INTERCULTURALE, INTERETNICA, INTERNAZIONALISTA (doc. del 72° CdD FdCA)

- Contrastare l'impoverimento delle classi lavoratrici,arginare il razzismo, sviluppare la democrazia diretta nelterritorio. (doc. del 72° CdD FdCA)

- MUJER LIBRE (a cura di una compagna)

- Gas! Gas!…. Tovarich Gheddafi! (zatarra)

- Coordinamento contro la repressione per i diritti.

- La Compagnia dei Fuocolieri.

- Con il Pacchetto (IN)sicurezza:le leggi razziste e le ronde di partito. ( a cura del compagno Roberto della sezione FdCA di Palermo)