domenica 8 marzo 2009

Palestina-Israele, la lotta unitaria continua nonostante l'escalation della repressione

Questa settimana c'è stata una escalation nelle incursioni verso le case dei palestinesi. Soprattutto a Isawia (cintura di Gerusalemme) ma anche a Jafa (cintura di Tel Aviv).

Un altro villaggio si è unito alla lotta contro il muro della separazione - Wadi Rasha, ed il villaggio di Bait Jaala ha ripreso la lotta. Venerdì 6 marzo siamo stati regolarmente alle manifestzioni di Bil'in, Ni'ilin, Um Salmuna contro il muro della separazione.
Bil'in, 6-3-09, link al video http://www.youtube.com/watch?v=d08CxaiYIRE

Il villaggio di Wadi Rasha (Ras Tira) ha invitato i delegati di Anarchici contro il muro (ACIM) per un incontro a cui è seguita mercoledì 4 marzo la prima azione.
Ad Um Salmuna la manifestazione di venerdì 6 marzo è stata più intensa del solito grazie alla partecipazione di un cospicuo contingente del fronte democratico (soprattutto donne).

BIL'INdal report di Iyad Burnat- dirigente del Comitato Popolare di Bil'in:"Tre feriti e decine di intossicati per le inalazioni dei gas lacrimogeni durante la manifestazione settimanale del venerdì a Bil'in.
Venerdì 6 marzo 2009- i residenti di Bil’in si sono riuniti dopo la preghiera del venerdì per un'altra protesta indetta dal Comitato Popolare contro il muro e contro la costruzione degli insediamenti coloniali.
Alla protesta si sono uniti gli attivisti internazionali e gli israeliani di ACIM e contro gli insediamenti coloniali. I manifestanti portavano bandiere palestinesi e striscioni contro la politica di Israele tesa alla costruzione del muro e degli insediamenti, specialmente il recente piano che prevede la costruzione di nuove 75 unità abitative.
I manifestanti hanno anche condannato le recenti demolizioni di case ad Al-Bustan e Ras Khamis a Gerusalemme.

"WADI RASS"
Recentemente sono partiti i lavori per il muro della separazione sulle terre del villaggio di Wadi Ras. Il percorso previsto dal muro separerà dal villaggio il 70% degli uliveti che si ritroverà praticamente nell'area proibita. Molti alberi hanno le ore contate perchè si trovano proprio sul cantiere del muro.
Oggi (mercoledì 4 marzo) la gente del villaggio e gli israeliani di ACIM sono riusciti a fermare i lavori dei bulldozer per un'ora.
Venerdì 6 marzo saremo ancora nel villaggio per fermare i bulldozer e la distruzione degli uliveti".

Un altro report sull'azione di mercoledì: "Alle 8:00 di questa mattina, una gruppo di 20 palestinesi insieme a 15 israeliani ed attivisti internazionali si sono riuniti nel villaggio di Ras atTira, nel distretto di Qalqilya, per protestare contro la distruzione e l'annessione delle terre palestinesi. Di fronte al presidio, 3 bulldozer all'opera. Alcuni palestinesi ed attivisti pacifisti hanno protestato contro il furto della terra palestinese sedendosi di fronte ai bulldozer nel tentativo di impedire la distruzione delle coltivazioni.
http://awalls.org/files/images/Wadi-arRasha_0.jpg
Siamo stati malmenati da 2 coloni armati che hanno preso i manifestanti e li hanno spintonati via. Uno dei coloni ha preso la macchina fotografica e l'equipaggiamento annesso di un attivista israeliano e l'ha buttata giù lungo il pendio della collina.
"La polizia ha ignorato le lamentele sollevate dagli attivisti israeliani per il comportamento delle guardie di sicurezza che li hanno attaccati, anzi la polizia ha fermato uno degli attivisti israeliani, per rilasciarlo poco dopo.
Dopo un negoziato tra i proprietari palestinesi delle terre e le forze di polizia e dell'esercito, è stato raggiunto un accordo in base al quale gli ulivi più vecchi sarebbero stati restituiti ai loro proprietari dopo essere stati espiantati.
La distruzione nell'area di Wadi arRasha, che è iniziata una settimana fa, riguarda 5 piccoli villaggi nelle immediate vicinanze, per un totale di circa 1500 abitanti.

Un altro report su venerdì 6 marzo:
"Abbiamo conseguito un altro piccolo successo oggi a Wadi Rasha. Fermo il cantiere del muro oggi, pare a causa della prevista manifestazione. Niente guardie o soldati lungo il percorso del muro. Si è quindi dibattuto sull'incerto percorso del muro in quell'area.....L'esercito ha pianificato lo sradicamento degli ulivi per domenica ed agli ACIM è stato chiesto di aiutare i coltivatori che opporranno resistenza a questo scempio. Fate sapere se potete farcela.

"UM SALMUNA"
La manifestazione di questo venerdì 6 marzo è stata più intensa del solito grazie alla presenza di un cospicuo contingente del fronte democratico (per lo più donne). All'inizio eravamo circa in 200 e non vi era ombra di soldati. Pare che i cambiamenti sull'orario della manifestazione dello scorso venerdì li abbia confusi. E' partito un coraggioso corteo verso la strada del muro della separazione che passa sulle terre del villaggio. Dopo alcuni vani tentativi dei pochi soldati presenti di fermarci, è arrivato un battaglione più numeroso che è riuscito a fermarci sulla strada. I soldati hanno provato ad arrestare alcuni giovani, ma siamo riusciti ad impedirlo ed a consentire che i ragazzi presi di mira tornassero al villaggio.
Ad un certo punto le forze di stato hanno srotolato il filo spinato a mo' di barriera.... ma, le donne del villaggio ed il contingente del fronte lo hanno smantellato. Mentre le forze di stato avevano da ridire su questa azione e malmenavano gli autori, noi abbiamo risposto con un sit-in aggiuntivo di un quarto d'ora e con comizi prima di ritornare al villaggio.

Link: http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/
Ilan Shalif (AAtW)
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

1 commento:

anima rossa ha detto...

Il Presidente della Fondazione Religio Mundi( Federico Cempella) abbandona il progetto di costruire un Santuario a Oriolo Romano un progetto già noto per essere stato respinto a Bassano Romano, per la realizzazione di un grande programma edilizio dedicato alla memoria di Giovanni Paolo II. Evidentemente un programma che aveva un carattere fortemente speculativo, di alto impatto ambientale, in una area che comprende oltre l?antica via Clodia anche numerose altre testimonianze archeologiche, e peraltro presentato con modalità che sembrano lasciare ampi dubbi sulla consistenza e sulle possibilità imprenditoriali dei proponenti stessi, i quali sono collegati con ambienti immobiliari e con esperienze attuali e pregresse davvero lontane dallo spirito ?religioso e devozionale? che viene propagandato.

tra antenne cosmiche e mecicina radionica per finire con sette neopagane alcuni dei proponenti il progetto non sembravano avere le necessarie credenziali.

Esprimiamo quindi forte preoccupazione e invitiamo le autorità a vigilare ed a respingere maldestri tentativi speculativi che sono sempre più numerosi.

Troppi gli affaristi e gli avventurieri che in questi ultimi anni sono giunti in terra di Tuscia prospettando lavoro e sviluppo salvo scoprire che si trattava di ben altro.

Quello presentato a Oriolo era un consistente intervento edificatorio, da realizzare in area agricola in deroga agli strumenti edilizi, presentato dalla Fondazione Religio Mundi che sostiene di voler ?edificare in Terra Etrusca un Santuario simboleggiante la Nuova Arca d?Alleanza?.

Una ?Arca? che prevedeva edifici e strutture per oltre 22 mila metri cubi solo per le residenze per un totale complessivo di circa 145 mila metri cubi, senza comprendere la Basilica. Ristoranti, impianti sportivi, un eliporto, e naturalmente il santuario: non per combinazione (e non per intervento divino) proprio lungo la linea ferroviaria Viterbo ? Roma.

Per Legambiente Viterbo

Pieranna Falasca